Tribute.


 

MEGADED

"A tribute to Megadeth"

 

Tracklist:

1. Go to hell (Darkside)

2. Symphony of destruction (Fury)

3. Holy wars... (Mind-ashes)

4. Take no prisoners (Skull crusher)

5. The conjuring (Killswitch)

6. Hangar 18 (Fairlight)

7. Peace sells (Habeas corpus)

8. She wolf (Abhorrent)

9. Reckoning day (Wasteland)

10. Killing is my business... (Pessimist)

11. Hook in mouth (Fatal influence)

12. Looking down the cross (Daemos)

Tempo totale: 53 minuti

Produced by Rex Quick

 


La Cherry Red records ha pubblicato nel Gennaio 2003 il primo album tributo ai Megadeth. Nonostante le band partecipanti al progetto non abbiano ancora raggiunto il grande pubblico Hard & Heavy, le 12 song proposte presentano interessanti spunti interpretativi del songwriting di Mustaine. In attesa di poter ascoltare in futuro, un album che annoveri band che hanno o hanno avuto un posto in primo piano nel panorama Metal, godiamoci questo mix "megadethiano" che varia dall'album d'esordio fino a "Cryptic writings" .

Si parte con gli austriaci DARKSIDE che propongono "Go to hell" con la voce "death", come del resto in tanti altri brani. "Symphony of destruction" è interpretata dai FURY... poco coinvolgenti! I tedeschi MIND-ASHES mettono in mostra tutte le loro abilità tecniche con la granitica "Holy wars...". La track n° 4 è "Take no prisoners" dei SKULL CRUSHER, e rimarrete sorpresi dall'improvvisa voglia di sollevare il volume! La prima delle canzoni tratte da "Peace sells..." è "The conjuring" per poi arrivare ad una delle performance più interessanti, "Hangar 18" impreziosita da un equilibrato uso delle tastiere e dal martellare della batteria dei FAIRLIGHT. I californiani HABEAS CORPUS offrono una potente "Peace sells", mentre i brasiliani ABHORRENT meravigliano con "She wolf" sapientemente stravol- ta, nonostante una produzione che non sia all'altezza di mettere in risalto alcuni spunti che potevano donare ancora più enfasi all'energia che emerge in tutta la song. Dalla poco convincente "Reckoning day" i PESSIMIST si esibiscono con "Killing is my business" in versione speed, mentre i FATAL INFLUENCE danno una buona prova con "Hook in mouth". Si conclude con "Looking down the cross" proposta dai californiani DAEMOS, a mio avviso deludenti.

Tiziano Buttu.


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